“Certe volte dico ai miei studenti che lo yoga che si fa nelle classi non è, strettamente parlando, pratica yoga” così diceva BKS Iyengar. E spiegava che, mentre sicuramente tutti “facevano” quello che veniva loro detto e probabilmente ascoltavano l’insegnante, non vi era la possibilità in questo modo di sviluppare veramente l’intelligenza yogica.
“Invece a casa, è la vostra intelligenza a fare da guida e i risultati sono esclusivamente vostri…..non derivano dall’energia, dall’autorevolezza, dalla bravura dell’insegnante”. C’è una grande differenza tra semplicemente praticare ed esercitare con consapevolezza la disciplina spirituale (sadhana)…il fine di yoga sadhana è la saggezza”.
La differenza tra uno studente principiante, intermedio e avanzato non sta nel saper eseguire con disinvoltura āsana più difficili. Dopo un po’ di tempo matura la consapevolezza di essere su un percorso, che richiede attenzione in classe, ma anche desiderio di praticare in maniera autonoma, di esplorare individualmente le potenzialità e i benefici dello yoga. In altri termini di attivare il proprio “maestro” personale interno.
Vi propongo una sequenza che regala coraggio ed energia, adatta a chi ha due anni o più di pratica e ha imparato a non forzare, ma ad ascoltarsi.

PRIMA PARTE: PREPARAZIONE
Dopo aver eseguito adho mukha virāsana (posizione del guerriero che guarda in basso) e adho mukha svanasāna (posizione del cane che guarda in basso), provate questa variante di vīrabhadrāsana 1 (posizione del guerriero).
E’ importante ruotare la gamba dietro, allineare i fianchi, stabilizzare il bacino e sollevare il torace. La seconda volta, spingendo il piede posteriore, portare lo sguardo verso l’alto.

Da adho mukha svanasāna con i talloni al muro, estendere una gamba per volta alla parete, ruotando dall’esterno verso l’interno, come in vīrabhadrāsana 1. Si ottiene così più apertura del torace e delle ascelle, resistendo con l’interno dei gomiti verso l’alto. E’ anche possibile eseguire questa variante con la fronte appoggiata.

Ripetere la stessa posizione con le mani al muro estendendo prima una gamba poi l’altra verso il centro della stanza. Senza supporto del muro si comprende meglio come allungare la gamba estesa dall’inguine all’alluce, resistendo con l’ombelico in dentro.

Le posizioni precedenti prepararono adho mukha vṛkṣāsana (la posizione dell’albero rovesciato). Per mantenere l’allineamento, se possibile, ci si può esercitare con la punta delle dita delle mani che sfiorano la parete. Si ottiene così l’allineamento di tāḍāsana (posizione della montagna)
SECONDA PARTE: ESTENSIONI INDIETRO

Supta virāsana, la posizione del’eroe sdraiato, si può eseguire con vari supporti. Qui si vede la versione più adatta ai principianti, con bolster rialzato da un mattone; ma poco per volta si imparerà a spingere con le dita dei piedi e ad allungare quadricipiti e ileopsoas.

La pratica prosegue con eka pada bekāsana (mezza posizione della rana), con cui ci continua a studiare come allungare quadricipite e ileopsoas ruotando la gamba posteriore verso l’interno e allungando l’osso sacro verso il ginocchio. Attenzione a non inarcare le vertebre lombari!

Uṣṭrāsana, la posizione del cammello, richiede le stesse azioni delle due posizioni precedenti, che consentono di inarcare le vertebre toraciche e la prima cervicale, per portare la cima della testa indietro.

Eka pada viparita daṇḍāsana, la posizione del bastone rovesciato con una gamba in su, può preparare posizioni più avanzate. L’esecuzione è suggerita con la sedia e la cintura per aprire di più il torace. Si può iniziare con le due gambe completamente distese, poi ripetere sollevando una gamba in alto. Ma l’azione importante viene dalla spinta del piede a terra.

TERZA PARTE: POSIZIONI DI RECUPERO
Baradvājāsana, la posizione dedicata al saggio Baradvaja, guarisce gli indolenzimenti alle vertebre lombari dopo aver eseguito estensioni indietro. Ripetere almeno due volte per parte mantenendo l’allineamento del bacino,

Halāsana, la posizione dell’aratro, supportata dalla sedia e cuscino sotto le cosce, riallunga la schiena, rilassa l’addome e soprattutto rilassa la mente. Si può rimanere quanto si vuole ma non meno di 5-8 minuti. Quindi śavāsana.



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