Tāḍāsana è la posizione n. 1 di “Light On Yoga” di BKS Iyengar. E’ la posizione fondamentale per migliorare la pratica e consapevolezza di TUTTE le posizioni; insegna stabilità e centratura, per fare in maniera che ogni āsana non venga solo eseguita, ma “accada”.
IN PIEDI: peso sui talloni e parte alta delle cosce indietro!
All’inizio si confonde il normale “stare in piedi” con tāḍāsana, e le persone per stare in piedi piegano leggermente le ginocchia portando un po’ avanti il bacino e l’addome.
E’ difficile per un insegnante far comprendere tāḍāsana agli allievi, ma anche gli insegnanti sono stati prima allievi e ricordano come questa posizione sia stata sottovalutata all’inizio, magari considerata noiosa e poco interessante.
Imparando a muovere il peso indietro e allungare le gambe, si inizia a “sentire” un migliore allineamento della posizione, rilassamento dell’area addominale, apertura del torace ed estensione della colonna verso l’alto. La respirazione diventa regolare e profonda.
Sentite più peso sul piede destro o sinistro?
Nello “stare in piedi”, si oscilla spesso da un piede all’altro. Eseguendo tāḍāsana con i piedi uniti si comprende che non è scontato distribuire il peso sui due piedi. Se i piedi restano rigidi, la posizione non è stabile; se la posizione non è stabile non è nemmeno confortevole, solo faticosa! Occorre allargare la pianta dei piedi e muovere il peso sulla parte posteriore dei talloni, connettere i talloni ai femori.
Tāḍāsana si chiama anche samashtiti, perfetta stabilità.
CON IL SUPPORTO DEL MURO E SDRAIATI A TERRA
Tāḍāsana con la schiena contro il muro, o supta tāḍāsana, la montagna che si estende a terra, sono varianti utili, per cercare l’allineamento, a destra e sinistra del corpo, e sul davanti e dietro del corpo. Supta tāḍāsana aiuta a prendere confidenza con il proprio allineamento e assaporare la stabilità nella quiete della mente e del respiro.

LA MONTAGNA CAPOVOLTA
In śīrṣāsana occorre allineare il corpo come in tāḍāsana
Gli allievi intermedi, che eseguono śīrṣāsana mezzo alla stanza, cercano sicurezza nella posizione capovolta.
Quando si è in equilibrio al centro della stanza, gomiti, avambracci e polsi, con la cima della testa, sono diventati i piedi. Ma soprattutto da questa base occorre sollevare le spalle e allungare la colonna e le gambe verso l’alto, ricordando che i femori devono andare indietro, portando i talloni indietro. Come in tāḍāsana, insomma. Se l’allineamento è corretto, si sperimenta leggerezza e stabilità e ad ogni respirazione si migliora la consapevolezza.

IN OGNI ĀSANA Il CORPO SI ALLINEA COME IN TĀḌĀSANA
Ci sono diversi āsana in cui occorre mantenere l’allineamento di tāḍāsana con azioni che partono dall’equilibrio sui piedi e sulle braccia. La prima di queste posizioni è adho mukha daṇḍāsana: i talloni allungano indietro, i femori devono resistere su, l’osso sacro si allunga verso i piedi, l’osso pubico e l’ombelico vanno verso l’alto, lo sterno in avanti, le scapole indietro.
Dalla stessa posizione, piegando le braccia e resistendo con i gomiti indietro, si esegue chaturaṇga daṇḍāsana, il bastone con quattro appoggi. Per mantenere la posizione più a lungo, si possono sostenere le cosce sul bolster oppure aiutare le braccia con una cintura (come ho fatto io).

Infine, anche negli āsana in cui il corpo si allunga lateralmente, la ricerca è quella di mantenere spalle, busto e bacino con l’allineamento di tāḍāsana. Un caso interessante è la prima fase di vasiṣṭhasāsana, la posizione del saggio Vasiṣṭha. Il corpo è appoggiato soltanto su un braccio e l’esterno di un piede. La stabilità viene dall’allineamento! Provate a praticare questa sequenza:
- supta tāḍāsana
- tāḍāsana
- tāḍāsana con la schiena al muro
- tāḍāsana
- utthita trikoṇāsana
- utthita trikoṇāsana la schiena al muro
- adho mukha vṛkṣāsana
- śīrṣāsana
- adho mukha daṇḍāsana
- chaturaṇga daṇḍāsana
- preparazione di vasiṣṭhasāsana
- supta badda konāsana
- sarvāngāsana
- śavāsana
Sto insegnando questa sequenza e ho notato che gli allievi provano beneficio nel concentrarsi sull’allineamento di tāḍāsana per tutta la lezione. E’ un riepilogo, ma anche un punto di partenza per avventurarsi in posizioni che apparentemente sfidano la stabilità, ma invece richiedono un profondo equilibrio interiore, quello di tāḍāsana.



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