Vīrabhadrāsana, la posizione del guerriero

Coraggio, distacco e dedizione non sono qualità che derivano dal ragionamento. Quando le cose non vanno benissimo, è umano cercare di ragionare per individuare le cause o i colpevoli ed agire di conseguenza. Questo non serve a placare l’ansia, anzi rischia di aumentarla.

L’approccio dello yoga è completamente diverso e le varianti di Vīrabhadrāsana, la posizione del guerriero, sono un mezzo potente per trovare dentro di sé le risorse per scacciare la paura e ritrovare il buon umore. Il guerriero Vīrabhadra è una forma di Shiva, ed è caratterizzato dalle molte braccia, con cui era in grado di affrontare numerosi nemici. Eseguendo Vīrabhadrāsana 1, 2 e 3, si impara a rendere ampio e stabile il torace in diverse posizioni nello spazio.

La stabilità non è staticità, ristagno o pigrizia: come suggerisce Geeta Iyengar, stabilità e mobilità sono complementari e, se vanno insieme, sono la spinta per il progresso e il cambiamento positivo. Un praticante di yoga deve avere sia la mobilità che la stabilità, sia il desiderio di progredire che la costanza e la determinazione di farlo per davvero.

Vīrabhadrāsana 2 è la posizione più “facile” e propedeutica alle altre. Rimanendo con il peso al centro, si piega una gamba a 90°, portando la coscia parallela al pavimento, la tibia perpendicolare e il ginocchio sopra il tallone. I due lati del bacino sono alla stessa altezza e i due lati del torace sono al centro. Mantenendo le braccia distese all’altezza delle spalle, si ruota la testa e lo sguardo verso la mano davanti. La colonna si allunga verso l’alto. Prima si costruisce la stabilità delle gambe e del bacino, poi l’allineamento del torace, sostenuto dall’estensione delle braccia; infine, resistendo con il peso indietro, si può ruotare la testa. “Sbilanciando” la posizione in avanti, il nostro guerriero rimane saldamente al suo centro, in un atteggiamento di concentrazione e distacco.

Vīrabhadrāsana 1 richiede la stessa stabilità delle gambe e del bacino, la rotazione delle anche e del torso, la stabilità delle braccia in urdhva hastāsana o urdhva namaskarāsana per tutta la posizione. Le braccia sono essenziali per allungare il torace verso l’alto, resistendo con il bacino e le gambe verso il basso. Il guerriero sta concentrando tutta la sua energia al centro per colpire efficacemente al momento giusto. Infatti il torace non va spinto in avanti, cosa che farebbe inarcare e indebolire la schiena, ma aperto dalle costole fluttuanti, dall’area del diaframma. Ogni azione così è coordinata con il respiro.

Vīrabhadrāsana 3 è la continuazione più intensa della posizione precedente. Ora il guerriero si porta all’attacco estendendo il torace e le braccia in avanti ed allungando la gamba dietro. Si forma così una sola linea tra il piede dietro, le anche, le spalle e le braccia.

Infine, il guerriero solleva la gamba posteriore parallela a terra, al torace e alle braccia e si mantiene in equilibrio, cosa possibile se la gamba posteriore resta forte, allungata a ruotata verso l’interno, se i i fianchi restano allineati e la base della colonna si allunga verso il tallone posteriore. Le braccia sono non soltanto stabili e allineate, ma mantengono fermamente la rotazione. In posizione, il guerriero forma una sola linea forte dalla punta delle dita delle mani fino al piede dietro e il corpo è sostenuto dalla forte azione delle braccia e della gamba posteriore. L’ombelico resta verso la colonna.

Secondo B.K.S. Iyengar, le varianti di Vīrabhadrāsana aiutano a fortificare gli organi addominali e irrobustiscono i muscoli delle gambe. Tutti i movimenti necessari all’esecuzione di queste āsana migliorano la resistenza del corpo e della mente. Nella perfetta esecuzione di Vīrabhadrāsana 3, si impara a mantenere l’equilibrio tra la parte anteriore e posteriore del corpo: come dire tra l’esterno e l’interno di sé.

Con la pratica costante delle varianti di Vīrabhadrāsana, migliora la nostra capacità di affrontare i “nemici” interni, le circostanze che ci vorrebbero far perdere la concentrazione e il distacco, alimentando incertezze e paure.

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