Al mattino, prima di altre attività, basta sedersi in uno degli āsana seduti, con una altezza sotto il bacino per mantenere la colonna stabile, eventualmente appoggiandosi con la schiena contro il muro. E concedersi il lusso di non pensare! Di mantenere l’attenzione all’interno del corpo!
All’inizio, possono bastare pochi minuti e poi spontaneamente il tempo si allungherà. La pratica della meditazione è un piacere e non sarà difficile proseguire ed incrementare i tempi per chi studia già yoga.
Tuttavia, l’attività continua della mente disturba soprattutto il proprietario/a della mente stessa. Provare a mantenere l’attenzione sul respiro? Per pochi minuti?
E se capita di distrarsi, cosa importa? Basta accorgersene e “lasciar andare” quel pensiero che è intervenuto a disturbare, ritornando all’osservazione della propria stabilità e del respiro regolare e leggero. Non ci sono compiti, non ci sono esami, i giudizi appartengono alla mente! Disturbano e vanno fermati.
Le più belle parole sulla meditazione, a mio parere, sono quelle di Geeta Iyengar e vorrei riportare le frasi più significative:
“Si ritiene comunemente che il corpo sia un elemento insignificante nella pratica della meditazione. E’ una interpretazione sbagliata: il corpo è vāhana, il nostro mezzo di trasporto, l’unico che possediamo, senza il quale non possiamo sperimentare nulla…un mezzo di trasporto che non funziona come dovrebbe non può condurre il proprietario da nessuna parte….se esso è debole, malfermo, dolorante, la meditazione risulta impossibile, e ciò che dobbiamo fare, per prima cosa, è rimetterlo in sesto con gli āsana e il prāṇāyāma, prima di procedere oltre sul sentiero dello yoga” (Yoga per la donna, Roma, Mediterranee, 1998, p. 317).
Prosegue Geeta: “I primi quattro stati dello yoga (yama, niyama , āsana e prāṇāyāma) danno salute, pulizia, disciplina morale, stabilità, pace mentale e concentrazione. La pulizia interna ed esterna spinge la praticante sulla strada della ricerca spirituale…”

Quando le lezioni normali di yoga sono sospese per le vacanze, è il momento migliore per iniziare. Nelle classi di Iyengar Yoga non si dedica tempo alla meditazione: BKS Iyengar sosteneva che la pratica degli asana è meditazione “in azione”, una occasione di auto osservazione, per portare la calma dentro di sé.

Questo vuole anche dire che, se si apprezza la pratica degli asana come acquisizione della capacità di portare attenzione alle varie parti del corpo, si è pronti per iniziare individualmente la meditazione (dhyāna) che, secondo la definizione degli Yogasūtra, è ferma e continua attenzione diretta verso un singolo punto (YS, III.2). Non c’è noia, non c’è sonnolenza: l’attenzione scorre uniforme e ininterrotta. Il singolo punto dove si porta l’attenzione è solamente un supporto, ma la cosa importante, da sperimentare con gratitudine, è la qualità dell’attenzione stessa.
La meditazione riduce l’ansia per i problemi esterni e crea coraggio per affrontarli al meglio, come occasioni di crescita e non come ostacoli.
Buon 2026!



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